{"id":48590,"date":"2026-08-20T16:09:40","date_gmt":"2026-08-20T14:09:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.144.ch\/?p=48590"},"modified":"2026-08-20T16:09:40","modified_gmt":"2026-08-20T14:09:40","slug":"revisione-oopsm-stato-attuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.144.ch\/it\/revisione-oopsm-stato-attuale\/","title":{"rendered":"Revisione OOPSM \u2013 stato attuale"},"content":{"rendered":"<div class=\"x_elementToProof\" data-olk-copy-source=\"MessageBody\">Facendo seguito alla nostra comunicazione dell\u201911 giugno 2026 relativa alla revisione dell\u2019Ordinanza concernente l\u2019obbligo di prestare servizio militare (OOPSM), l\u2019IAS informa in merito allo stato attuale degli approfondimenti e al seguito della procedura.<\/div>\n<div data-olk-copy-source=\"MessageBody\"><\/div>\n<div class=\"x_elementToProof\">Gli approfondimenti effettuati nel frattempo hanno evidenziato che la procedura adottata per la revisione dell\u2019ordinanza, sebbene dal punto di vista dell\u2019IAS inusuale e deplorevole, in particolare per il mancato coinvolgimento degli ambienti direttamente interessati, non era giuridicamente soggetta all\u2019obbligo di svolgere una procedura di consultazione n\u00e9 di sentire preventivamente gli attori interessati. Una contestazione giuridica della procedura di revisione in quanto tale non appare pertanto avere concrete possibilit\u00e0 di successo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"x_elementToProof\">Rimane tuttavia insoddisfacente il fatto che, ad oggi, non sia noto alcun rapporto esplicativo accessibile al pubblico n\u00e9 un documento analogo dal quale risulti su quali analisi, riflessioni e valutazioni delle conseguenze si basino le modifiche apportate. Rimane pertanto aperta, in particolare, la questione se e in quale misura le ripercussioni sul soccorso sanitario civile e sull\u2019assistenza preospedaliera d\u2019urgenza siano state prese in considerazione nel processo decisionale.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"x_elementToProof\">Diversa \u00e8 invece la situazione per quanto riguarda la valutazione giuridica materiale delle nuove disposizioni. Il servizio giuridico dell\u2019Ospedale cantonale dei Grigioni ha contattato l\u2019IAS in relazione a un caso concreto, mettendo in discussione la compatibilit\u00e0 delle restrizioni previste dall\u2019art. 29a dell\u2019Ordinanza concernente l\u2019obbligo di prestare servizio militare (OOPSM) con l\u2019art. 18 della Legge militare (LM). L\u2019IAS condivide la valutazione secondo cui tale questione necessita di un chiarimento giudiziario. Accompagner\u00e0 pertanto l\u2019Ospedale cantonale dei Grigioni in questo dossier e parteciper\u00e0 al finanziamento delle relative vie legali, con l\u2019obiettivo di ottenere un chiarimento di principio.\u00a0Indipendentemente da tale questione giuridica, la decisione del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) rimane difficilmente comprensibile per l\u2019IAS anche dal punto di vista professionale e della politica sanitaria.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"x_elementToProof\">La carenza di personale qualificato nel settore del soccorso si \u00e8 leggermente attenuata (cfr. rilevamento degli indicatori 2026), ma \u00e8 tutt\u2019altro che risolta. A livello nazionale permane un fabbisogno supplementare di circa 110 equivalenti a tempo pieno. Considerando un grado di occupazione medio di circa l\u201980 %, ci\u00f2 corrisponde a un fabbisogno effettivo di circa 130 collaboratrici e collaboratori supplementari.<\/div>\n<div class=\"x_elementToProof\">Allo stesso tempo, la nuova regolamentazione interessa in particolare i collaboratori pi\u00f9 giovani. Tra il personale maschile operativo nel settore del soccorso, la fascia di et\u00e0 inferiore ai 35 anni rappresenta attualmente circa il 30 % dell\u2019effettivo. I riscontri ricevuti da diversi servizi ambulanza consentono ora anche una valutazione pi\u00f9 concreta delle conseguenze della modifica dell\u2019ordinanza. In media, potrebbe essere interessato circa il 10\u201315 % del rispettivo effettivo, mentre singoli servizi ambulanza segnalano valori fino al 18 %.\u00a0Il rischio di un\u2019ulteriore riduzione delle risorse di personale, che nella nostra comunicazione dell\u201911 giugno non era ancora quantificabile, si \u00e8 quindi nel frattempo concretizzato in maniera significativa.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"x_elementToProof\">Questa evoluzione \u00e8 tanto pi\u00f9 problematica in quanto il numero degli interventi dei servizi ambulanza \u00e8 in continuo aumento da diversi anni. Le cause di tale evoluzione sono multifattoriali. Indipendentemente dalla revisione dell\u2019OOPSM, il settore del soccorso \u00e8 quindi gi\u00e0 oggi chiamato ad adottare misure per garantire in futuro le necessarie risorse di personale, la capacit\u00e0 di prontezza operativa e, di conseguenza, una copertura territoriale dell\u2019assistenza preospedaliera. La nuova regolamentazione rende questo compito ancora pi\u00f9 difficile.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"x_elementToProof\">Dal punto di vista dell\u2019IAS, particolarmente difficile da comprendere \u00e8 la mancanza di coerenza all\u2019interno dello stesso DDPS. Mentre la revisione dell\u2019OOPSM pu\u00f2 comportare la sottrazione di risorse umane qualificate al soccorso civile, l\u2019Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP), e in particolare KATAMED, considera contemporaneamente il servizio di soccorso un partner centrale per la gestione delle situazioni straordinarie. Nelle relative considerazioni ci si attende che il soccorso rimanga operativo anche in condizioni estremamente difficili, garantisca il flusso dei pazienti e sia eventualmente in grado di svolgere i propri compiti fino all\u2019interno di una cosiddetta \u00abzona di combattimento\u00bb.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"x_elementToProof\">Dal punto di vista dell\u2019IAS emerge qui una contraddizione fondamentale: da un lato, il soccorso civile deve rafforzare la propria resilienza, garantire sufficienti capacit\u00e0 di prontezza operativa e rimanere funzionale anche in occasione di eventi straordinari o di crisi legate alla politica di sicurezza. Dall\u2019altro, lo stesso Dipartimento crea condizioni normative che possono ridurre proprio quelle risorse umane specializzate necessarie per adempiere tali compiti.\u00a0Questa problematica non si manifesta soltanto in caso di crisi. Gi\u00e0 nell\u2019attivit\u00e0 ordinaria quotidiana, la perdita di personale qualificato pu\u00f2 compromettere la prontezza operativa, la copertura territoriale e, in ultima analisi, l\u2019adempimento del mandato legale di assistenza di singoli servizi ambulanza. In una situazione straordinaria \u2013 sia essa, ad esempio, di natura geopolitica o causata da un evento naturale \u2013 questo effetto risulterebbe ulteriormente accentuato.\u00a0In un\u2019ottica globale di sicurezza appare pertanto contraddittorio sottrarre risorse altamente specializzate a un sistema civile la cui missione primaria consiste nella protezione immediata e nell\u2019assistenza sanitaria della popolazione e il cui funzionamento \u00e8, al contempo, considerato essenziale per la gestione delle crisi. Ci\u00f2 vale a maggior ragione qualora tali risorse vengano trasferite a un\u2019organizzazione che, in linea di principio, pu\u00f2 adempiere il proprio mandato anche con risorse umane diversamente composte. Il pilastro della sanit\u00e0 nell\u2019ambito della protezione della popolazione verrebbe cos\u00ec indebolito in una misura tale da poter mettere in pericolo l\u2019intero sistema.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"x_elementToProof\">L\u2019IAS non mette in discussione n\u00e9 il mandato n\u00e9 il fabbisogno di personale dell\u2019esercito. Si tratta piuttosto di stabilire come le risorse umane disponibili possano essere impiegate nel modo pi\u00f9 opportuno nell\u2019interesse della sicurezza complessiva della popolazione. Dal punto di vista dell\u2019IAS manca finora una ponderazione comprensibile tra, da un lato, il fabbisogno di personale dell\u2019esercito e, dall\u2019altro, le esigenze dell\u2019assistenza sanitaria civile, della prontezza operativa del soccorso e del suo ruolo nella gestione delle situazioni straordinarie.<\/div>\n<div class=\"x_elementToProof\">Rimane particolarmente insoddisfacente il fatto che, nonostante gli approfondimenti svolti finora, non siano disponibili risposte concrete che consentano di comprendere la logica professionale e la valutazione delle conseguenze alla base di questa decisione. Considerate le possibili ripercussioni sull\u2019assistenza preospedaliera d\u2019urgenza e sulla preparazione alle crisi, dal punto di vista dell\u2019IAS sarebbe necessaria una motivazione trasparente.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"x_elementToProof\">L\u2019IAS mantiene pertanto la propria posizione secondo cui una modifica cos\u00ec unilaterale di un\u2019ordinanza, effettuata senza il coinvolgimento delle parti interessate, debba essere considerata estremamente problematica per l\u2019assistenza sanitaria della popolazione svizzera.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"x_elementToProof\">Parallelamente, la questione \u00e8 stata ripresa anche a livello politico. Il consigliere nazionale Yvan Pahud ha depositato una relativa mozione il 18 giugno 2026. Ad oggi non \u00e8 ancora stata pubblicata alcuna presa di posizione ufficiale del Consiglio federale.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"x_elementToProof\">Per l\u2019IAS rimane quindi senza risposta una questione centrale: come pu\u00f2 il settore del soccorso rafforzare la propria resilienza in termini di personale e la propria capacit\u00e0 operativa, sia per l\u2019attivit\u00e0 quotidiana sia in vista di future crisi, se contemporaneamente misure normative rischiano di sottrargli proprio quelle risorse specializzate sulle quali si fonda tale resilienza?<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"x_elementToProof\">Per l\u2019IAS, una collaborazione partenariale con tutti gli attori \u00e8 fondamentale, poich\u00e9 solo attraverso un approccio comune \u00e8 possibile consentire a ciascuno di adempiere il proprio mandato.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Facendo seguito alla nostra comunicazione dell\u201911 giugno 2026 relativa alla revisione dell\u2019Ordinanza concernente l\u2019obbligo di prestare servizio militare (OOPSM), l\u2019IAS informa in merito allo stato attuale degli approfondimenti e al seguito della procedura. 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